Posts filed under ‘vaneggiamenti




Senza Titolo #2

Sento ancora il tuo odore sulla mia pelle: mi inebria. Sento i nostri corpi intrecciati, le lacrime di commozione e felicità, pura felicità. Sento il la tua pelle sulla mia, il tuo corpo nel mio, i tuoi occhi nei miei. Sento la profondità e l’intensità del nostro amore, il nostro legame, la telepatia, l’empatia. Sento, te. Ed è meravigliosamente sconvolgente e conturbante. Sento che le nostre promesse avranno presto compimento, e non mi importa se ancora dovremo aspettare. Aspetteremo, insieme.

Mi emoziona il fatto che lei si sia aperta in questo modo con me: non pensavo ne fosse capace, che riuscisse a superare questo imbarazzo e questo muro difficile da valicare. Eppure non mi stupisce la sua forza: forse la amo ancor più di prima. So che quando avrò bisogno di lei, lei ci sarà, e so che quando lo riterrò opportuno, potrò ricambiarle l’emozione che mi ha donato oggi. Grazie. Conserverò il ricordo di questa giornata nel cuore, nella speranza che si possa ripetere molto presto.

1 commento Settembre 12, 2008

Erro

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

Add comment Settembre 11, 2008

Attesa

Attendo, perchè l’attesa sottintende sogni, speranze, desideri, a volte capricci, ne è un effetto logico, senza limiti, fuorchè quelli posti da noi, spesse volte vana, altrettante invece compensata da un che di eccezionale e appagante e piacevole che proprio non ci saremmo aspettati.

Attendo e intanto spero che l’Università inizi, di trovare un lavoretto per mantenermi mentre studio, di poter andare a Lucca il 1° Novembre (e forse anche il 2), in compagnia della mia dolce metà e magari di Estele, che il Natale arrivi presto e con esso anche la neve, Gennaio, il Nostro 2° anniversario e qualche giorno pieno d’amore lontano da qui, che Fabio Volo ricominci “Il Volo del Mattino” su Radio Deejay (Santi Podcast che me lo fecero scoprire!) e quindi di poter possedere l’Apple iPod Radio Remote per ascoltarlo ogni mattina, infine nell’arrivo della prossima estate, per una vacanza veramente rilassante, solo per Noi, magari a Stoccolma, magari di nuovo in Toscana, poco importa. E sogno di aver 23 anni, e che i 4 fatidici anni d’attesa siano finalmente terminati.

Nel frattempo…

3 commenti Settembre 9, 2008

Eppur mi son scordato di te

Eppur mi son scordato di te
come ho fatto non so.
Una ragione vera non c’è lai era bella però.
Un tuffo dove l’acqua è più blu, niente di più.

Ma che disperazione
nasce da una distrazione,
era un gioco non era un fuoco.
Non piangere salame dai capelli verde rame:
è solo un gioco e non un fuoco,
lo sai che t’amo io ti amo veramente.

Eppur mi son scordato di te non le ho detto di no
ti ho fatto pianger tanto perchè
io sono un bruto lo so.
Un tuffo dove l’acqua è più blu, niente di più.

Ma che disperazione
nasce da una distrazione,
era un gioco non era un fuoco.
Non piangere salame dai capelli verde rame:
è solo un gioco e non un fuoco,
lo sai che t’amo io ti amo veramente.

Che disperazione nasce da una distrazione,
nasce da una distrazione ,
che disperazione nasce da una distrazione,
nasce da una distrazione,
che disperazione nasce da una distrazione,
nasce da una distrazione,
che disperazione.

Un tuffo dove l’acqua è più blu, niente di più.

Ma che disperazione
nasce da una distrazione
era un gioco non era un fuoco.
Non piangere salame dai capelli verde rame
è solo un gioco e non un fuoco
lo sai che t’amo io ti amo veramente.

-Eppur mi son scordato di te- Lucio Battisti

Add comment Settembre 9, 2008

Dedicato a Te

Ormai le delusioni mi fanno un baffo: forse un poco mi scalfiscono e mi distraggono, questo sì. Fanno montare a dismisura la mia rabbia. Ne ho tanta, che vorrei poter riversare sulle vostre facce sorridenti e infide, sui vostri atteggiamenti amichevoli che ben poca amicizia e rispetto conoscono, sulla vostra ipocrisia. La mia pazienza ha un limite, non sono così fessa. E poco m’importa se si tratta solo di un’adolescente con le idee confuse che vuole atteggiarsi ad adulta facendo la puttana o rubandomi la mia persona: non ci son più scuse.

Sentiti una sottospecie di verme, perchè è quello che realmente sei.

1 commento Settembre 8, 2008

Sì Viaggiare

Non amo particolarmente i ritorni e gli arrivederci/addii. Già da bambina era uno strazio ripartire dopo una quindicina di giorni di sollazzo al mare per tornare. Ritornare, in realtà. La solita solfa che si “ri”peteva ogni anno:è capitato addirittura che piangessi a dirotto sulle note di “Come Monna Lisa” di Mango. Avrò avuto sì e no 6-7 anni: a quell’età un intero anno sembra un’eternità (lo dico solo perchè provo una vergogna matta nel rivelare quel “piccolo” particolare…). Alla bellezza di 19 anni la malinconia è tornata preponderantemente a galla quando, poco più di una settimana fa, ho dovuto abbandonare un luogo a dir poco meraviglioso: la Toscana, con la sua campagna, con le sue città d’arte, col suo mare, con la sua … Vita. Ed anche col suo amore, e con le sue promesse. Vi ho lasciato un pezzettino del mio cuore, con la speranza di tornarci, presto, prestissimo. Nel frattempo cercherò di recarmi a Genova, che già da qualche anno mi aspetta. Con Lui, sempre con Lui.

Sì viaggiare
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.
E tornare a viaggiare
e di notte con i fari illuminare
chiaramente la strada per saper dove andare .
Con coraggio gentilmente, gentilmente
dolcemente viaggiare.

-Sì viaggiare- Lucio Battisti


2 commenti Settembre 2, 2008

Per M.

Pensavo che tu fossi una delle rare meraviglie che quella scuola mi avesse riservate. Ne ero convinta, sin dal giorno in cui ti ho incontrata agli “Istituti nuovi” a comprare i libri di quarta ginnasio. Eri diversa, ti capivo, già allora. Bastava uno sguardo. Poi te ne sei resa conto pure tu, la nostra amicizia cresceva esponenzialmente a mano a mano che i giorni scorrevano via. I pomeriggi assolati di maggio a camminare per Monza e parlare, sì, me li ricordo ancora. Le telefonate, sempre tue, per i compiti e poi…iniziavamo a parlare d’altro. Le mail, i messaggi, il mio quindicesimo compleanno e tu che sei rimasta a casa mia a dormire, o meglio a parlare fino a notte tarda. Tu c’eri, a gennaio e a luglio, a consolarmi. L’anno successivo non facevamo altro che litigare, noi due, così unite, e così cocciute, dannatamente uguali e lunatiche. Mi son avvicinata ad altre persone, ne ho conosciute altrettante, eppure ero ancora la tua gemellina. Il terzo anno ci siamo separate: io dovevo starle vicina, tu volevi novità. Parlavamo ancora sì, ma meno di un tempo. Non c’era mai tempo per noi. Solo sguardi e tacite intese. E chiamate in riva al mare, e un post dedicato a te. L’anno scorso la bufera. Emotivamente parlando ero a pezzi, fisicamente parlando pure. Sprizzavo stress e nervosismo da tutti i pori, non riuscivo più a controllare la mia vita, non potevo aiutarla e consolarla, non potevo sempre ascoltare senza mai essere ascoltata. Tu c’eri, poco, perchè la tua vita ti reclamava. E non te ne ho mai fatta una colpa. Nonostante la tua vicinanza a lei mi facesse male: non per gelosia, semplice affezione eccessiva nei tuoi confronti e timore che potesse farti del male. Poi ho conosciuto lui. E la mia vita è radicalmente mutata: a poco a poco ho tolto le erbacce dal mio giardino, quelle che tanto mi facevano soffrire e che hanno lasciato un solco profondo, nonostante tutto. Tu no, non eri fra quelle. Tu rimanevi, eri una delle poche persone di cui realmente mi fidassi. Eppure tu volevi andartene, volevi respirare aria nuova, perchè ti sentivi imprigionata. Io provavo lo stesso, ma volevo tener duro. Tu cercavi, volevi a tutti i costi cambiare scuola. Ho pianto, tanto, mentre tornavo a casa con lui dal messicano. Me ne son fatta una ragione. E’ passata l’estate, è giunto l’ultimo anno. Tu c’eri. Io son diventata impenetrabile e riservata, e tu hai cercato qualcun’altra che potesse starti vicina. Ne ho sofferto, come immagino anche tu. Il problema era ed è tuttora che non so più aprire il mio cuore tanto facilmente. Perchè, lo dico a malincuore, neppure tu riesci più a leggere i miei pensieri e i miei sentimenti e perchè la sofferenza causatami da altre situazioni che ben conosci, mi ha resa tale. Ed io ti vedo così distante da quella che eri e che ho conosciuto. Le nostre vite si sono scisse, le nostre anime pure. Tu vivi il tuo, io il mio. E ne soffro, sì, soffro perchè tu pensi che non ho più sogni, perchè neppure tu capisci quanto io sia cambiata, quanto sia meno stupida e più riflessiva, innamorata. Di me, di lui, della vita.

Con la speranza che tu capisca e non fraintenda le mie parole. Con la speranza che un giorno noi si possa recuperare questo rapporto. Rimani pur sempre la mia damigella di nozze! Con il cuore in mano e le lacrime agli occhi mentre scrivo questa pappardella melensa. Perchè sei ancora quella meraviglia che ho conosciuto e amato, eppure qualcosa si è rotto.

2 commenti Luglio 1, 2008

The very end

Fine. Quella vera. Un sorriso e un pizzico di melanconia, e quelle lacrime appena uscita dall’aula. Tu c’eri, col tuo abbraccio, pronto ad accogliermi, a prendermi per mano alla fine. O meglio, all’inizio. Finalmente viva.

Add comment Giugno 29, 2008

The end

Com’è facile scrivere la parola fine. Pensavo sarebbe stata accompagnata da rigoli di lacrime e prorompente tristezza, invece nulla. Nessuna lacrima oltre a quelle di venerdì, neppure ieri. Solo un urlo, un urlo di gioia, pura felicità mista a sollievo e alla consapevolezza che in 4 giorni finirà. Finirà. Eppur non mi par vero. O forse, ancora non ho realizzato.

Add comment Giugno 8, 2008

Io esisto per amare…

Troppa malinconia in questi giorni. Davvero troppa. Ancora la solita storia trita e ritrita, parole che trafiggono come lame, le stesse di un anno fa. Cosa voi pensiate di aver capito di me, davvero, non so dirlo. E non oso neppure pensarlo. Perchè diventerebbero ancor più insopportabili, le lame.  Quel che è peggio è la mia crescente consapevolezza di non essere compresa, di non rendermi facilmente comprensibile, di non vedere uno sforzo, da parte vostra, in questo senso. Eppure, continuo ad amare il mio silenzio. Eppure, voi continuate a fraintenderlo a vostro piacimento. E io… “Io esisto per amare, non per odiare.”* Ficcatevelo in testa.

*(citazione da “Antigone”, di Sofocle)

1 commento Maggio 7, 2008

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