Archivio per Gennaio 2008
Celeste nostalgia
Avevi ragione tu mia cara
la vita non dura mai, una sera
il tempo di una follia
che breve poi fugge via
e poi
cosa rimane dentro noi
questa celeste nostalgia
questo saperti da sempre ancora
ancora mia
mia…
Il bene profondo non si offende
si spegne se è il caso
e poi si accende
passione violenta sia
comprendimi amica mia
tu puoi
tutto normale tra di noi
cara celeste nostalgia
dolce compagna di storie d’amore
sempre mia
sempre mia .
Vederti un’istante sopra un treno
partire su un altro
e andar lontano
un lampo negli occhi, ciao!
d’accordo, fa male, ciao
ma tu
dentro di me non muori più
azzurra celeste nostalgia
qualche parola affettuosa
un po’ contro però
per noi, forse no…
Amore più grande amica mia
cara celeste nostalgia
un’ora, un giorno, una vita
che cosa vuoi che sia
resti mia.
Amore più grande amica mia
cara celeste nostalgia
un’ora, un giorno, una vita
che cosa vuoi che sia.
-Celeste nostalgia- Riccardo Cocciante
Add comment Gennaio 30, 2008
La Belle Dame Sans Merci

I
Ah, what can ail thee, wretched wight,
Alone and palely loitering?
The sedge is wither’d from the lake,
And no birds sing.
II
Ah, what can ail thee, wretched wight,
So haggard and so woe-begone?
The squirrel’s granary is full,
And the harvest’s done.
III
I see a lily on thy brow,
With anguish moist and fever dew;
And on thy cheek a fading rose
Fast withereth too.
IV
I met a lady in the meads,
Full beautiful – a faery’s child;
Her hair was long, her foot was light,
And her eyes were wild.
V
I set her on my pacing steed,
And nothing else saw all day long,
For sideways would she lean, and sing
A faery’s song.
VI
I made a garland for her head,
And bracelets too, and fragrant zone;
She look’d at me as she did love,
And made sweet moan.
VII
She found me roots of relish sweet,
And honey wild, and manna dew;
And sure in language strange she said -
‘I love thee true.’
VIII
She took me to her elfin grot,
And there she gazed, and sighed deep,
And there I shut her wild wild eyes
So kiss’d to sleep.
IX
And there we slumber’d on the moss,
And there I dream’d – Ah! woe betide!
The latest dream I ever dream’d
On the cold hill side.
X
I saw pale kings, and princes too,
Pale warriors, death-pale were they all;
They cried – ‘La Belle Dame sans Merci
Hath thee in thrall!’
XI
I saw their starved lips in the gloam,
With horrid warning gaped wide,
And I awoke, and found me here
On the cold hill side.
XII
And this is why I sojourn here,
Alone and palely loitering,
Though the sedge is wither’d from the lake,
And no birds sing.
-La Belle Dame Sans Merci- John Keats
* -La Belle Dame Sans Merci- John William Waterhouse
Add comment Gennaio 29, 2008
Margherita
*
Io non posso stare fermo
con le mani nelle mani,
tante cose devo fare
prima che venga domani…
E se lei già sta dormendo
io non posso riposare,
farò in modo che al risveglio
non mi possa più scordare.
Perché questa lunga notte
non sia nera più del nero,
fatti grande, dolce Luna,
e riempi il cielo intero…
E perché quel suo sorriso
possa ritornare ancora,
splendi Sole domattina
come non hai fatto ancora…
E per poi farle cantare
le canzoni che ha imparato,
io le costruirò un silenzio
che nessuno ha mai sentito…
Sveglierò tutti gli amanti
parlerò per ore ed ore,
abbracciamoci più forte
perché lei vuole l’amore.
Poi corriamo per le strade
e mettiamoci a ballare,
perché lei vuole la gioia,
perché lei odia il rancore,
poi con secchi di vernice
coloriamo tutti i muri,
case, vicoli e palazzi,
perché lei ama i colori,
raccogliamo tutti i fiori,
che può darci Primavera,
costruiamole una culla,
per amarci quando è sera.
Poi saliamo su nel cielo
e prendiamole una stella,
perché Margherita è buona,
perché Margherita è bella,
perché Margherita è dolce,
perché Margherita è vera,
perché Margherita ama,
e lo fa una notte intera.
Perché Margherita è un sogno,
perché Margherita è sale,
perché Margherita è il vento,
e non sa che può far male,
perché Margherita è tutto,
ed è lei la mia pazzia.
Margherita, Margherita,
Margherita adesso è mia,
Margherita è mia…
-Margherita – Riccardo Cocciante
*-Ritratto di Irene Cahen d’Anversa- Renoir
1 commento Gennaio 28, 2008
Della natura

“E quante volte ho visto dalla prua di una barca,
tra spruzzi e vento, l’immensità del mare
spandersi dentro e come una carezza calda
illuminarmi il cuore.
E poi la neve bianca, gli alberi, gli abeti
l’abbraccio del silenzio,
calmarmi in tutti i sensi,
sentirsi solo e vivo tra le montagne grandi
e i grandi spazi immensi.
E poi tornare qui, riprendere la vita
dei giorni uguali ai giorni[...]“
-Se stiamo insieme- Riccardo Cocciante
Add comment Gennaio 27, 2008
D’Ifigenia, o Ifianassa

[antistrofe 5]
“Non valsero preghiere della figlia, nè che il padre chiamasse ella per nome, nè la verginale età, a piegare i duci bramosi di guerra. E ai servi del sacrificio, dopo i voti agli dei, dette suoi ordini il padre. Prona ella era, col volto a terra, caduta sulle sue vesti. Lei prendessero come capra selvatica; lei, con risoluto cuore sollevassero sopra l’altare; e la sua bocca, la bella prora del suo bel volto, perchè non gridasse maledizione alla casa,
[strofe 6]
volle ancorata e chiusa con la violenza di muti bavagli. Le scivolarono ai piedi le vesti del colore del croco; e dagli occhi pietosi con dardi di pietà feriva ora l’uno ora l’altro i suoi sacrificatori. E pareva un’immagine dipinta, e voleva parlare, ella che tante volte nelle stanze del padre, ai conviti, aveva fatto udire il suo canto, e tante volte, con quella sua voce pura di intatta vergine, amorosamente, in onore del padre amato, intonato aveva il peana del buon augurio alla terza libagione.”
vv. 228-247, Agamennone, Eschilo
“Aulide quo pacto Triviai virginis aram
Iphianassai turparunt sanguine foede
ductores Danaum delecti, prima virorum.
cui simul infula virgineos circum data comptus
ex utraque pari malarum parte profusast,
et maestum simul ante aras adstare parentem
sensit et hunc propter ferrum celare ministros
aspectuque suo lacrimas effundere civis,
muta metu terram genibus summissa petebat.
Nec miserae prodesse in tali tempore quibat,
quod patrio princeps donarat nomine regem;
nam sublata virum manibus tremibundaque ad aras
deductast, non ut sollemni more sacrorum
perfecto posset claro comitari Hymenaeo,
sed casta inceste nubendi tempore in ipso
hostia concideret mactatu maesta parentis,
exitus ut classi felix faustusque daretur.
tantum religio potuit suadere malorum.”
vv. 84-101, De Rerum Natura, liber I, Lucrezio
Add comment Gennaio 23, 2008
Bella senz’anima
E adesso siediti su quella seggiola,
stavolta ascoltami senza interrompere,
è tanto tempo che volevo dirtelo.
Vivere insieme a te è stato inutile,
tutto senza allegria, senza una lacrima,
niente da aggiungere ne da dividere,
nella tua trappola ci son caduto anch’io,
avanti il prossimo, gli lascio il posto mio.
Povero diavolo, che pena mi fa,
e quando a letto lui ti chiederà di più
tu glielo concederai perché tu fai così,
come sai fingere se ti fa comodo.
E adesso so chi sei e non ci soffro più,
e se verrai di là te lo dimostrerò,
e questa volta tu te lo ricorderai.
E adesso spogliati come sai fare tu,
ma non illuderti, io non ci casco più,
tu mi rimpiangerai, bella senz’anima.
-Bella senz’anima- Riccardo Cocciante
Add comment Gennaio 22, 2008
Dell’indolenza
Ovvero di come, all’alba del 18 gennaio, vi possano ancora essere decorazioni e illuminazioni natalizie nei giardini brianzoli.
Dovete sapere che sto per avere l’esame di guida della patente (n.a. settimana prossima), e tutte le sere in cui non debba guidare con l’istruttore dell’autoscuola, mi diletto a portare mio padre a zonzo per le ridenti cittadine e campagne sparse per la Brianza. Ora, il nostro percorso è quasi sempre identico a quello della volta precedente, così ho potuto constatare come ci sia un enorme abete, nel centro di un paese, perennemente illuminato con lucette azzurre, una fabbrica (sempre nello stesso paesello, a distanza di circa 500 metri) con una stella cometa da cui si dipartono fili di lucette bianche, babbi natale che spuntano come funghi, etc.etc. Ma come è possibile? Qualcuno non si è ancora reso conto che il natale è passato da quasi un mese? Che non c’è più neve in giro, che c’è un sole primaverile, etc.etc.? Che non ci son più panettoni e pandori nei supermercati? Che ci sono i saldi, i quali cadono notoriamente sempre a gennaio? Mah. Mi sa tanto che li terrò d’occhio per un po’…
1 commento Gennaio 19, 2008
…
Mi stupisce la rapidità con cui mi è balenata nel cervello l’idea di dar vita a questo posticino tranquillo, un rifugio che possa realmente definirsi tale, dopo 2 anni e mezzo di frivolezze e insensatezze e stupidità. Mi è sembrato fin troppo semplice dare un taglio netto al “passato” , che fino a 10 giorni fa era ancora presente. A quanto pare, era il momento giusto. Come quando decidi che i tuoi capelli rendono il tuo aspetto diverso da ciò che sei realmente ed interviene un bel paio di forbici a tagliuzzarli senza pietà. Ecco, la sensazione di sollievo e di leggerezza è la stessa. Forse non durerà a lungo, forse sì. Per il momento questa mi basta, insieme al desiderio che questa pagina virtuale diventi un giardino immenso, con uno stagno e un ponticello in stile giapponese, ninfee e salici piangenti, fiori dai mille colori e una brezza fresca a scompigliarmi i capelli.
1 commento Gennaio 18, 2008